Ad una settimana dall’istituzione della zona rossa in Sicilia è difficile tracciare un bilancio dei risultati. Infatti i numeri restano ancora alti, al di sopra della media nazionale. L’isola è in controtendenza rispetto al resto d’Italia, con un’indice di trasmissibilità pari a 1, 27 , seconda al Molise con 1. 38. Dati che riguardano il monitoraggio che va dall’11 al 17 gennaio e attribuiscono all’isola una classificazione complessiva del rischio che passa da moderata ad alta. Preoccupante anche il rapporto positivi e tamponi pari al 30%. Secondi in Italia anche per contagi, dopo la Lombardia con 1355 nuovi positivi in 24 ore, sei nuovi ricoveri in reparti ordinari e 14 nuovi ingressi in terapia intensiva e 32 nuovi decessi. Un leggero calo si è registrato a Gela, con soli 25 nuovi casi in isolamento domiciliare, un nuovo ricovero in degenza ordinaria e il trasferimento di un paziente in terapia intensiva a fronte di 59 nuovi guariti. Il totale resta alto, pari a 943 gelesi attualmente positivi di cui 904 in isolamento, 33 ricoverati in malattie infettive , 3 in terapia intensiva e altri 3 cittadini ricoverati in altrettanti ospedali della regione. I numeri regionali confermano le proiezioni dell’assessore razza e giustificano l’inasprimento delle misure restrittive voluto dal presidente Musumeci. La Sicilia resterà ancora rossa, e decisivi potrebbero essere i dati della prossima settimana (che prenderanno in considerazione le giornate fra il 18 e il 24 gennaio). La situazione Siciliana preoccupa per l’affanno delle strutture ospedaliere vicine alla saturazione e per difficoltà di eseguire un ottimo contacr tracing in alcune province. È per questi motivi che Musumeci oggi ha chiamato a raccolta tutti i prefetti. Secondo il presidente molti Siciliani non rispettano le regole. Diversi positivi ad esempio hanno evaso la quarantena nell’agrigentino , nel messinese e nel catanese mentre sembra Palermo la provincia riluttante alle restrizioni. Serve dunque secondo Musumeci un’inasprimento dei controlli, soprattutto nel weekend. È per questo che chiederà ai prefetti di «assicurare al meglio il rispetto delle nuove regole e soprattutto dei divieti», un aspetto essenziale. più Siciliani non rispettano le regole, più le restrizioni resteranno in vigore, con un presidente che si è detto pronto a dichiarare un totale lockdown come quello dell’anno scorso, e le categorie commerciali al collasso.

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