Tra poche ore la cittadinanza saluterà il 2020. Un anno che difficilmente i gelesi dimenticheranno. Senza dubbio il protagonista assoluto di questa difficile annata ormai giunta al termine è stato il covid – 19, che imperterrito si è insediato nella vita di ognuno, stravolgendola da cima a fondo. Dalla salute alle abitudini giornaliere, dal mondo del lavoro a quello politico il 2020 ha allontanato un tutti l’uno dall’altro, non a caso mai come ora si era udita cosi tante volte la parola distanziamento. un anno difficile sotto ogni punto di vista. Le prime settimane del 2020 per la politica locale hanno segnato un capitolo fondamentale con il respingimento del ricorso al tar presentato dall’ex candidato a sindaco della lega Giuseppe spata che ha sigillato cosi la permanenza dell’amministrazione guidata da Lucio geco per i prossimi 4 anni. Un’amministrazione che, già alla prese con le profonde crisi tutte gelesi, probabilmente mai si sarebbe aspettata di dover fare i conti con una pandemia e che in questi difficili mesi ha comunque dovuto fare i conti con una realtà sanitaria sicuramente poco preparata a gestire un’emergenza di tale portata. I primi mesi del 2020 hanno impegnato greco e l’intero consiglio comunale a trovare le migliori soluzioni per la gestione covid in città, con numerose richieste avanzate alla direzione sanitaria che hanno poi portato all’apertura del reparto di malattie infettive. Questo 2020 però è ancora destinato a concludersi senza la terapia intensiva finanziata da ENI di cui ancora non si vede traccia al Vittorio Emanuele. i numeri della prima ondata covid non hanno toccato particolarmente Gela, diversamente dalla seconda ondata dove e hanno sfiorato quota 900. Il covid in questo 2020 ha rivoluzionato la vita di migliaia di gelesi poste in isolamento domiciliare. Il covid nel 2020 si è portato via 18 gelesi, senza guardare in faccia età o ceto sociale. Il covid in questo 2020 ha mandato in profonda crisi economica migliaia di lavoratori di ogni settore ormai abituati e rassegnati a lunghi periodi di stop forzato. Il covid ha segnato la vita di migliaia di studenti che per la prima volta nella storia hanno sperimentato un nuovo modo di fare didattica, a scapito però di rapporti sociali veri e consolidati. il covid ha sicuramente rallentato l’operato della giunta greco, che dopo il primo lockdown e il conseguenziale blocco dei cantieri si è ritrovata con una città sporca e da ripulire. è questo capitolo che al sindaco greco ha fatto perdere un pezzo della sua giunta, con l’ex assessore del partito democratico Grazia Robilante e i consiglieri ascia e orlando. Un 2020 dunque che dunque si conclude anche senza assessore all’ambiente, mentre i rifiuti continuano e continueranno a tenere banco in città: l’emergenza organico ad agosto ha costretto il comune a esportare rifiuti fuori regione, con una spesa non indifferente. Il 2020 si conclude con un servizio ancora gestito da Tekra in proroga. Il 2020 non lo dimenticheranno neanche i 18 ex operai Tekra che pur di perdere il lavoro hanno praticamente assediato palazzo di città per mesi. E poi ancora lo scontro istituzionale tra greco e i sindaci della srr4 per la nomina del commissario liquidatore dell’ex ato, per non parlare del caso estumulazioni al cimitero monumentale che ha messo greco contro tutti. Il sindaco ha dovuto pure fare i conti con gli affari legali del comune, e le presunte irregolarità ipotizzate dall’opposizione sull’affidamento di incarichi alla nipote del primo cittadino, e ancora presunte irregolarità su piano delle alienazioni e infine la polemica scoppiata sul caso morselli, con la consigliera finita al centro del ciclone, perchè un sacchetto dalla sua auto è stato depositato in una discarica abusiva a Manfria. nel 2021 sicuramente il sindaco dovrà rivedere i rapporti con l’opposizione, scesa più volte sul piede di guerra, mentre al momento l’anno nuovo dovrebbe aprirsi senza troppi intoppi con la sua maggioranza. per certi versi il 2020 si è riaffermato come anno delle eterni incom piùte: resta bloccato e ostaggio della burocrazia il porto rifugio di Gela, mentre lo scorso giugno è arrivato il definanziamento della mega darsena commerciale.il 2020 ha sancito la morte di parte della memoria storica di questa città, con la decisione di abbattere la conchiglia al lungomare, ma dall’altra parte sono finalmente iniziati i lavori del museo del mare e in via di Bartolo nascerà un museo al cielo aperto. senza non poche critiche qualche cantiere è però partito: in via Niscemi, in viale Mediterraneo, in via Navarra. Su qualche strada l’asfalto è stato versato e qualche progetto è stato rifinanziato, ma ad oggi se ogni gelese esprimesse il proprio parere sulla vivibilità cittadina, il risultato sarebbe disastroso. Anche il 2020 per i gelesi si conclude senz’acqua: decine le segnalazioni giornaliere da ogni angolo della città dove l’acqua appare ancora come un lontano miraggio. D’altro canto nel 2020 si e finalmente istituita l’assemblea territoriale idrica, che nel 2021 e negli anni avvenire potrebbe finalmente battere il pugno duro verso un emergenza idrica che in città non e mai tramontata a prescindere dall’annata di riferimento. E allora cari gelesi, tenetevi pronti a salutare questo 2020, con la consapevolezza che cambiare il calendario non significa stravolgere le sorti di questa città. Ce chi ci sta provando, ce chi sta ostacolando, ce chi se ne sta infischiando. E poi ce chi ci crede ancora. Tutti insieme però siamo città. Già dal 1 gennaio 2021 dunque lavoriamo insieme per renderla degna di chiamarsi tale, con la speranza che il covid nel 2021, solo grazie al senso di responsabilità comune, sia soltanto un brutto ricordo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com