L’italia, ancora una volta si è svegliata in zona rossa, e lo rimarrà per i prossimi giorni e per il momento fino a lunedi 28 dicembre. Saracinesche abbassate questa mattina per alcuni negozi di vendita al dettaglio, bar e ristoranti invece resteranno aperti soltanto per il servizio d’asporto. Regole che hanno fatto storcere il naso agli esercenti. secondo decreto restano aperte ben 35 attività tra cui supermercati, alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccherie, lavanderie, parrucchieri e barbieri e ancora negozi di cosmetici e profumerie, articoli sportivi, elettronica, ferramenta, calzature per bambini, animali e persino i distributori automatici. una disparità secondo molti commercianti costretti a chiudere rispetto ad altri nel giorno in cui paradossalmente si incassa di più, per via della corsa all’ultimo regalo, che comunque i gelesi hanno anticipato a ieri 23 dicembre. Un corso Vittorio Emanuele affollato quello di ieri sera, con file fuori dai negozi. in zona rossa teoricamente si dovrebbe uscire soltanto per lavoro, salute o necessità e sempre muniti di autocertificazioni. Ma tante sono le deroghe inserite nel nuovo decreto, tra cui la visita ad amici e parenti per un massimo di due persone, anche fuori dal proprio comune. In più leggittimamente ci si può recare nelle 35 categorie di negozi regolarmente aperti. è per questo che con molta probabilità sarà difficile per i 75mila poliziotti messi in campo dal ministro lamorgese sanzionare chi uscirà per motivi diversi e magari più rischiosi, da quelli permessi. Nessuno potrà irrompere nelle case degli italiani. Lo scopo del governo è quello di limitare al minimo gli spostamenti e inibire quante più persone a limitare comportamenti pericolosi. Non c’è riuscito con diversi cittadini gelesi: a giudicare dalle immagini è come se questa mattina soltanto su corso Vittorio Emanuele vigesse la zona gialla: molti assembramenti e ridotto utilizzo della mascherina. Difficile riuscire a credere che gli anziani che hanno stazionato su piazza umberto primo erano li per necessità, lavoro o salute.qualcuno ha già capito il meccanismo delle deroghe consesse dal decreto, e sfrutta banali occasioni per uscire di casa, ma d’altronde nessuno può dargli torto, gli è concesso. Quello che non è concesso però nè dal decreto nè dall’ordinanza sindacale è lo stazionamento.oggi resta comunque la vigilia di natale, forse la più triste degli ultimi 50 anni. Si potrà fare visita ad amici e parenti dalle 22 alle 5. In auto ci potranno stare soltanto due persone più eventuali soggetti disabili o non autosufficenti e minori di 14anni. Su questo sembra che i gelesi abbiano preso più coscienza:.

 

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