SGOMINATA UN’INTERA BANDA PAKISTANA A CALTANISSETTA. I CARABINIERI E GLI UOMINI DELLA SQUADRA MOBILE NISSENA HANNO ESEGUITO 12 MISURE CAUTELARI, 11 SOGGETTI SONO FINITI IN CARCERE, ANCHE SE MOLTI CI SI TROVAVANO GIA’, UNO AGLI ARRESTI DOMICILIARI. SONO TUTTI INDAGATI PER I REATI DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL RECLUTAMENTO E ALLO SFRUTTAMENTO DELLA MANODOPERA ALLO SCOPO DI DESTINARLA AL CAPORALATO. GLI ARRESTATI SI SONO RESI PROTAGONISTI DI ESTORSIONI, SEQUESTRO DI PERSONA, RAPINE, LESIONI AGGRAVATE, MINACCE, VIOLAZIONE I DOCMICIOLIO, VOLENZA E MINACCIE PER COSTRNGERE A COMMETTERE UN REATO. IN MANETTE C’E’ FINITA ANCHE UN’ITALIANA, GIADA GIARRATANA DI 21 ANNI, INCENSURATA DI CANICATTì.

LE PERQUISIZIONI DELLA SCORSA NOTTE HANNO PERMESSO AGLI AGENTI DI RINVENIRE IN CASA DI UNO DEGLI ARRESTATI DUE LIBRI MASTRI, CON ALL’INTERNO I NOMI DEI LAVORATORI SFRUTTATI PER UN COMPENSO CHE SI AGGIRAVA SULLE 30 EURO AL GIORNO. LE INDAGINI CONDOTTE DALLA QUADRA MOBILE E DAI CARABINIERI HANNO PERMESSO DI INDIVIDUARE IL GRUPPO DI NAZIONALITA’ PAKISTANA, MA DA TEMPO RESIDENTE A CALTANISSETTA. NEGLI ULTIMI 12 MESI HANNO AGITO CON METODI PARAMAFIOSI, ASSOGGETTANDO I PROPRI CONNAZIONALI SOTTOPONENDOLI AD UN REGIME DI VESSAZIONE E TERRORE, SFRUTTANDOLI PROFESSIONALMENTE.  IL GRUPPO HA PRESO DI MIRA IN QUESTI MESI LA FITTA COMUNITÀ PAKISTANA, MOLTO RADICATA NEL CAPOLUOGO MA ANCHE NEI CENTRI LIMITROFI. TUTTI LAVORATORI ONESTI MA SOTTOMESSI AL SISTEMA DI CAPORALATO MESSO SU DAL GRUPPO FINITO AL CENTRO DELLE INDAGINI. A FAR SCATTARE L’ALLARME SONO STATI I NUMEROSI INTERVENTI DELLE FORZE DELL’ORDINE IN LORO DIFESA, MA ANCHE LE DENUNCE PRESENTATE DA ALTRI PAKISTANI. TUTTI GLI EPISODI DI VIOLENZA HANNO PERMESSO AGLI INQUERENTI DI INDIVIDUARE UNA VERA E PROPRIA ASSOCIZIONE A DELINQUERE, CHE VOLEVA IMPORRE LA PROPRIA EGEMONIA SUL TERRITORIO. SONO STATE SEQUESTRATE LE AUTOMOBILI UTILIZZATE, MA ANCHE I TABULATI TELEFONICI CON LA QUALE GLI AGENTI HANNO RICOSTRUITO I LEGAMI GIORNALIERI TRA GLI ARRESTATI. FATTA PIENA LUCE DUNQUE SULL’OMICIDIO DEL PAKISTANO ADNAN SIDDIQUE, AVVENUTO LA SERA DEL 3 GIUGNO, SULLA QUALE ALEGGIAVA L’OMBRA DEL CAPORALATO. ADNAN AVEVA LA COLPA DI ESSERSI RIBELLATO, DENUCNIANDO I SUOI CAPORALI. DOPO L’UCCISIONE VENNERO ARRESTATI SEI SOGGETTI, GLI STESSI NUOVAMENTE COLPITI DALLE ODIERNE MISURE CAUTELARI. IL CAPO INDISCUSSO DELLA BANDA ERA IL LEADER SHOAIB MUHAMMAD, CHE E’ RIUSICTO A CONDIZIONARE ANCHE IL SETTORE AGRICOLO DELL’ENTROTERRA SICILIANO. CON LA COMPLICITÀ ALTRI TRE CONNAZIONALI E DELL’ITALIANA GIADA GIARRATANA RECLUTAVA MANODOPERA PAKISTANA, LA DESTINAVA A TITOLARI DI AZIENDE AGRICOLE, IN CONDIZIONI DI SFRUTTAMENTO, APPROFITTANDO DELLO STATO DI BISOGNO DEI LAVORATORI. POI SI ACCORDAVA CON I DATORI DI LAVORO SULL’ENTITA’ DEL COMPENSO, CHE NON SUPERAVA I 30 EURO AL GIORNO. TRATTENEVA UNA PARTE PER SE O PERSINO LA TOTALITÀ DELLO STIPENDIO. SE QUALCUNO POI PROVAVA A RIBLESSARSI VENIVA IMMEDIATAMENTE MESSO A TACERE, ATTRAVERSO SPEDIZIONE PUNITIVE. NEL DESOLANTE COMPLESSIVO SISTEMA SI RENDEVANO COMPLICI ANCHE I TITOLARI DELLE IMPRESE DOVE I PAKISTANI VENIVANO CONDOTTI A LAVORARE, VISTO CHE TROVAVANO CONVENIENTE RIVOLGERSI AI CAPOLARI,SICURI CHE NESSUNA DENUNCIA SAREBBE ARRIVATA.

L’OMICIDIO DI ADNAN SIDDIQUE HA RAPPRESENTATO SOLTANTO L’ULTIMO DI UN’ESCALATION DI EPISODI VIOLENTI ED EFFERATI. LA BANDA SETTIMANE PRIMA AVEVA AGGREDITO E MALMENATO A COLPI DI BASTONE E SPRANGHE DI FERRO UN NIGERIANO COLPEVOLE DI AVER CHIESTO IL CORRISPETTIVO DEL PROPRIO OPERATO.

SHOAIB MHUAMMAD ISNSIEME A CINQUE COMPLICI TENTARONO’ DI ESTORCERE 300 EURO AD UN PAKISTANO. 5 COMPLICI SEQUESTRARONO’ L’UOMO SCARAVENTANDOLO SUI SEDILI POSTERIORI DI UN’AUTOMOBILE PER CONDURLO ALL’INTERNO DI UN’ABITAZIONE, GETTARLO SUL PAVIMENTO, ACCERCHIARLO, PUNTANDOGLI UN COLTELLO ALLA GOLA, TRATTENENDOLO PER 3 ORE INTIMANDOLO DI CHIAMARE IL PADRE PER PAGARE UN RISCATTO DI 5000 EURO IN CAMBIO DELLA SUA LIBERAZIONE. E ANCORA IL CAPO INDISCUSSO SHOAIB AGGREDI UNA DONNA CHE TENEVA TRA LE SUE BRACCIA IL FIGLIOLETTO APPENA NATO, SOTTRAENDOLE 200 EURO.

 

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