“NELLA STANZA BIANCA” IL VESCOVO DI CALTAGIRONE RACCONTA L’ESPERIENZA CON IL COVID-19

“NELLA STANZA BIANCA” IL VESCOVO DI CALTAGIRONE RACCONTA L’ESPERIENZA CON IL COVID-19

ERA UN GIORNO QUALUNQUE, IN UN PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA LEGATA AL COVID 19, CHE HA COINVOLTO L’ITALIA E IL MONDO INTERO A SCRIVERE PAGINE DI STORIA DRAMMATICA PER TUTTE QUELLE VITTIME CHE HA CAUSATO UN MALEDETTO VIRUS. TERAPIE INTENSIVE PIENE, SFILATE DI CAMION CON DENTRO LE BARE. FUNERALI SOLITARI. TUTTI CHIUSI A CASA. MA DA QUEL VIRUS COSÌ TANTO LONTANO NESSUNO POTEVA IMMAGINARE DI POTER ESSERE ARRIVATO ANCHE DALLE NOSTRE PARTI ED ESSERE COLPITI. È IL CASO DEL VESCOVO DI CALTAGIRONE CALOGERO PERI. SI RACCONTA NEL SUO LIBRO “NELLA STANZA BIANCA”, IN CUI È STATO COSTRETTO DAL VIRUS A FINE MARZO SCORSO.

ERA IL 2 APRILE 2020, DOPO DIVERSI GIORNI DI MALESSERE, ARRIVA IL RICOVERO IN OSPEDALE. IL TAMPONE CONFERMA LA DIAGNOSI, POSITIVO AL CORONAVIRUS. UN LUNGO CALVARIO, DURANTE IL SUO RICOVERO DAL 2 APRILE AL 3 MAGGIO, ACCOMPAGNATO DALLA SOLITUDINE IN CUI INIZIA UN DIALOGO A TU PER TU CON UN CROCIFISSO ATTACCATO ALLA PARETE DEL REPARTO OSPEDALIERO.

QUEI SINTOMI, LA FATICA DI NON RESPIRARE, LA PAURA DI NON FARCELA. LA VOGLIA DI ANDARE AVANTI E SENSIBILIZZARE ANCORA DI PIÙ CHE IL VIRUS NON È UNO SCHERZO. ESISTE. CIRCOLA E VIAGGIA IN TUTTO IL MONDO.

 

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